La mano che teneva la mia – Maggie O’ Farrell
Libro regalo – sorpresa gradita di una scrittrice di cui non avevo letto nulla (colmerò la lacuna).
Compongono il libro due storie che, all’apparenza, non sembrano avere nulla in comune, se non il fatto di essere ambientate entrambe a Londra.
La prima inizia con un incontro casuale fra Alexandra (Lexie) e Innes Kent, collezionista di opere e direttore di una rivista.
“Per Innes l’arte viene sempre prima. La respira, è ciò che permette alla vita di continuare, quando osserva, non vede un albero, un’auto, una strada, lui vede una potenziale natura morta, vede un’interazione tra luce e ombra, vede una consapevole disposizione di oggetti scelti con cura. E quando scorge Alexandra con il foulard giallo e il vestito azzurro, vede la scena di un affresco”.Nella seconda Elina si sveglia di soprassalto. Ted dorme al suo fianco, “ingobbito sotto il piumone”.
“Ted, Ted! Il bambino non c’è più…è sparito”.
L’uomo balza in piedi e si piazza in mezzo alla stanza, in boxer, i capelli arruffati, il viso tirato. Poi rilassa le spalle, “Ma cosa dici?Eccolo là”.Maggie O’ Farrell sa raccontare la quotidianità, lo stordimento, le pulsioni, le gioie e i dolori della maternità con profonda sensibilità.
Alexandra (Lexie) arriva a Londra dalla campagna del Devon e si trova catapultata a Soho, quartiere bohéme, fra artisti e intellettuali.
Elina e Ted si ritrovano ad affrontare i problemi di coppia che la nascita di un bambino comporta.
Due storie che appaiano al lettore slegate fra loro. Quando scopriamo il legame siamo avvinti dalla trama, stregati dai personaggi e catturati dalla potenza dei sentimenti.
La mano che teneva la mia
Maggie O’ Farrell
Guanda Edizioni
Isbn 9788860886682













E’ il primo romanzo che leggo di questa scrittrice. L’ho trovato incredibile, mi ha davvero preso e colpito come pochi, continuo a pensarci…..a Lexie, a Ted, al destino che sicuramente in parte si costruisce, nel bene e nel male, con le proprie scelte, il proprio carattere…alle gioie e difficoltà della maternità, ai sogni e alle aspirazioni, ai sentimenti umani, al rapporto uomo-donna, al meccanismo di autodifesa e rimozione difronte a tragedie e dolori che altrimenti sarebbero insopportabili, agli “scherzi” della memoria….al fatto che alla fine i nodi vengono al pettine, i ricordi si fanno strada, la verità è lì sotto la superificie e cerca con tutte le sue forze di riaffiorare e di affermarsi….Mi sembra di aver conosciuto i personaggi, Innes, Elina, ma in modo particolare Lexie e Ted, ora mi mancano….Davvero bellissimo, anche se lascia un’ombra di tristezza….
Ciao Elena,
è vero questa autrice ha la capacità di sondare l’animo femminile, il rapporto uomo-donna con una sensibilità unica. Scrittura coinvolgente. E’ bello condividere con te le emozioni che scaturiscono dalla lettura di questo libro.
Peccato che, per ora, è l’unico tradotto in Italia della O’ Farrell.
Peccato davvero, potessi tradurli io i suoi libri….è un mio sogno nel cassetto fare traduzioni letterarie. Comunque sono contenta di aver scoperto quest’autrice, di aver vissuto queste intense emozioni e di averle condivise con te. Complimenti per il blog, che ho scoperto grazie a Maggie O’ Farrel!
Obs…Farrell!
Grazie a te Elena, spero di incontrarti di nuovo sul blog!