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Per cosa si uccide di Gianni Biondillo

giugno 9, 2010

Il libro di cui abbiamo parlato nell’incontro di lettura è Per cosa si uccide di Gianni Biondillo.

A mio modesto parere un giallo atipico, forse, per questo motivo, è piaciuto a persone del gruppo di lettura che non amano i gialli.

Un commissario esiste, si chiama Ferraro che avrebbe preferito chiamarsi Ferrari (come la rombante rossa) o Ferrara e non avere un “nome loffio, senza letteratura”. Ha colleghi come l’improbabile Lanza e Comaschi, con cui improvvisa divertenti sketch alla Totò.

Non mancano le vicende che caratterizzano un giallo: sesso, droga, potere e denaro. Però c’è un però.

Il libro di Biondillo è diviso in quattro stagioni: estate, autunno, inverno e primavera. In questo lasso di tempo, un anno, si dipanano i quattro racconti: cambiano i personaggi, i criminali, le storie, ma Milano resta protagonista assoluta. E al lettore viene spontaneo domandarsi che differenza avrebbe fatto se Ferraro (con la o) invece di un commissario, normale fino alla banalità, con tanto di moglie separata e figlia, fosse stato un lattaio. Probabilmente nessuna. E questa “pecca” può non accontentare i giallisti incalliti, quelli che amano la suspense, il ritmo convulso, i colpi di scena. Non cercateli qui, Biondillo non ve li darà. L’assassino, uno per ogni stagione, è prevedibile.

Se volete, al contrario, addentrarvi fra le pieghe di una città metropolitana come Milano, prego accomodatevi. Biondillo è il maestro delle descrizioni delle atmosfere, dei luoghi della “sua” Milano,  l’architetto (lo è davvero!)  che costruisce personaggi perfetti (come la sciura milanese) e amalgama il tutto  con il suo umorismo, a volte amaro.  E ci ricorda che, se la componente psicologica in un omicidio è importante,  non  bisogna dimenticare l’aspetto culturale e sociale.

E se vi sorge spontanea la curiosità di sapere per cosa si uccide (nel titolo il punto di domanda non c’è) la risposta la trovate nel libro: le ragioni per uccidere sono infinite. Non si uccide solo per i soldi, il potere o il sesso. Si può uccidere anche per amore o perché ti hanno impedito di amare.

Nel prossimo incontro leggeremo ancora Gianni Biondillo  (Nel nome del padre).

Gianni Biondillo, architetto-scrittore, ha lavorato anche per il cinema e scritto dialoghi per le soap opera.  Dei libri finora pubblicati ricordiamo  Nel nome del padre, Con la morte nel cuore e Per sempre giovane.

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  1. chiara permalink
    giugno 10, 2010 11:02

    “Si uccide perchè qualcuno non ti ha permesso di godere del più puro di ogni amore.Anche per questo s uccide. Si uccide per odio e anche per amore”.
    Può sembrare la risposta del romanzo, ma essendo un giallo atipico e di questo sono
    d’accordo con Katia, secondo me sono i personaggi le “vere storie” nella storia; tutti
    diversi, ma nello stesso tempo simili perchè disegnati con lo stesso tratto ironico che riesce a farti sorridere anche nelle situazioni più drammatiche. Anche per chi (come me) non è un appassionato di gialli può trovare piacevole e stimolante la lettura di questo libro. Biondillo……. a presto i prossimi commenti sulla ” lettura che verrà”:
    Nel nome del padre.

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