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Incontro con Franco Foschi e Guido Leotta

marzo 30, 2011

La data sul calendario è evidenziata con il pennarello rosso, da un po’: 29 marzo 2011 incontro con Franco Foschi e Guido Leotta, ospiti del nostro gruppo di lettura Gli Itineranti.
Giampiero Rigosi arriva, a sorpresa, in veste di ospite ma poi sarà disponibile a rispondere alle nostre domande su Piano Delta, scritto a quattro mani con Leotta. Arrivano anche Foschi e Leotta e si può iniziare.

La prima domanda nasce spontanea: “Quale è la base per scrivere a quattro mani?”. Risposta altrettanto spontanea: “Una grande amicizia” che ha portato i due autori a scrivere insieme i tre libri in cui il protagonista è il commissario Colajacono e a ripetere l’esperienza: Foschi con Ferrara in Passione 1820 (vedi post precedente sul blog) e Leotta con Rigosi in Piano Delta (post sul blog del 22 marzo).

“La scrittura, a chi legge,  appare un fatto privato” facciamo notare “scrivere a quattro mani non è una forzatura?”.

Gli autori rispondono, convinti, di no, asserendo che la scrittura a quattro mani toglie alcune spigolature individuali e placa il narcisismo, proprio di ogni scrittore.

Curiosi, chiediamo come è nato Un inverno dispari, il primo libro con protagonista il commissario Colajacono.

“Da un’idea di Guido” risponde Foschi “è lui che trascorre le vacanze a Fiumalbo”.

“Agli omicidi ha pensato Franco” aggiunge Leotta “a cui viene facile uccidere persone” (sulla carta, ovvio).

Facciamo notare che il commissario ci è piaciuto molto, con la sua esagerata moralità e le sue reazioni, a volte, impulsive.

Leotta spiega che durante la stesura del romanzo il personaggio stesso ha chiesto che i fatti evolvessero in un determinato modo.

“E il finale di Un inverno dispari, anche se svela chi è l’assassino, lascia alcune perplessità sul movente” incalziamo. Il lettore arriva alla conclusione che ognuno di noi cammina su un crinale dal quale possiamo “scivolare” per cadere dalla parte sbagliata, anche se non avremmo mai voluto che questo accadesse.

Leotta conferma che del crinale, come linea su cui si trova a camminare l’uomo, volevano raccontare e aggiunge che tradurre il mistero in qualcosa di percepibile sminuisce quello che ha costruito il lettore.

Come dargli torto! Quante volte le trasposizioni cinematografiche, tratte da romanzi che ci hanno tenuti incollati fino all’ultima pagina, ci regalano personaggi che non rispecchiano i “nostri” personaggi.

Le ore scorrono piacevoli, Leotta ha perso il treno, Foschi si offre di accompagnarlo a casa in macchina. Spuntano  torte fatte in casa e calici di plastica, come accade in una serata fra amici che condividono una passione.

Alcune foto dell’incontro con Foschi e Leotta.

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