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Recensione Il figlio del boia

aprile 27, 2011

  Questa è la recensione apparsa su www.librierecensioni.com
 Genere: Narrativa

Trama:
Il primo sasso mi passa a pochi centimetri dalla tempia. Più che un sasso è un impasto di terra argillosa, quella terra grigia e opaca che si trova vicino allo stagno dove i ragazzini vanno a giocare nelle afose giornate estive.

Commento:
Ambientato in Francia nel periodo della ghigliottina, Il figlio del boia è un romanzo molto intenso che parla di emarginazione. Bastian, figlio e nipote di boia, mestiere che contraddistingue la sua famiglia ormai da generazioni, è la voce narrante di quest’opera che, a tratti, sembra quasi un diario.
L’atmosfera che permea il libro è cupa, opprimente, proprio come la vita del piccolo che, a sette anni, ha già imparato a mentire per proteggere la madre, troppo fragile per affrontare la realtà. Lei che vive isolata dal mondo, un padre che solo da adulto imparerà a capire e nessun amico, Bastian cresce in solitudine, oppresso da un destino che non sembra lasciargli nessuna possibilità di scelta.
Crescendo, quando finalmente le cose sembreranno andar meglio e l’amore sorridergli, il fato avrà in serbo altre brutte sorprese, che costringeranno il protagonista a scelte che mai avrebbe voluto fare.
Rassegnazione per un destino che sembra già scritto, solitudine e tristezza, sembrano accompagnare Bastian lungo tutto il suo cammino, con l’unica eccezione di una bella amicizia che resisterà agli anni, ai pregiudizi e all’emarginazione, forse proprio perché nata tra persone bistrattate dalla società.
Personaggi ottimamente caratterizzati e una trama originale, il romanzo della Brentani è ben scritto e coinvolgente ed affronta il tema dell’emarginazione da un punto di vista nuovo, trasmettendo con intensità i sentimenti di tristezza, rassegnazione e solitudine provati dei protagonisti. Bello l’epilogo, quello spiraglio aperto su un futuro migliore che nasce proprio dall’amicizia, l’unico legame che, sincero e disinteressato nonostante le apparenze, ha accompagnando il protagonista per l’intera vita, permettendogli di essere se stesso.
(M.G.)

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  1. chiara permalink
    aprile 30, 2011 17:59

    Bella la recensione, evidenzia sicuramente i tratti caratteristici della storia e dei personaggi!
    Un libro che ti parla tramite le emozioni….e che si dovrebbe rileggere ogni tanto perchè tutte le volte ti lascia qualcosa di nuovo!!!
    Grazie Katia, apetto con ansia di vedere in libreria “Il secondo figlio del boia”, per il momento mi accontento di provare a realizzare (mi sembra con scarsi risultati) qualche ricetta dei “tuoi” quaderni del Loggione! A presto

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