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La signora nel furgone – Alan Bennett

novembre 10, 2011

Nelle ultime settimane ogni volta che accendo la televisione o leggo un giornale mi viene in mente “La signora nel furgone” di Alan Bennett, libro che ho letto alcuni anni fa. Ho frugato fra le pile dei miei libri alla ricerca della copertina fucsia e l’ho riletto.

Si legge in fretta questo racconto lungo di Bennett, ma frulla per parecchio tempo nella testa.

Con la consueta bravura e uno stile dolce amaro, Bennett ci racconta, sotto forma di diario, la sua conoscenza con Miss Shepherd, una disadattata che vive in un furgone “ridipinto di un giallo simile a un impiastro di uova strapazzate o di una crema pasticcera grumosa” . Miss S. adora il giallo, “il colore del Papa”.

Il furgone è posizionato lungo il marciapiede di fronte alla casa dell’autore e finirà, con il trascorrere degli anni e della conoscenza, per spostarsi nel giardino di Bennett (con il suo permesso), permettendo a Miss S. di risolvere, con soluzioni fantasiose, l’approvvigionamento di luce e riscaldamento.

Miss S. appare scostante, poco attenta all’igiene personale (quelle bottigliette di whisky? Il Bell’s non è che lo bevo lo uso per le frizioni…la carta igienica la uso per pulirmi la faccia) e con fissazioni eccentriche come quella di scrivere brevi saggi filosofici-profetici o dare consigli alla classe politica britannica.

Bennett riporta nel suo racconto-diario, con humour inglese, gli incontri, quasi quotidiani, con “la signora del furgone”, delineandone carattere, visione e stile di vita.

Conosciamo quindi Miss S. che ”porta una sottana fatta di stracci per la polvere, occhiali da sole verdi e, a mo’ di cappello, un cestino di paglia ottagonale. Si fa scarrozzare per la città su una sedia a rotelle ed emana un insopportabile fetore”.

Miss S. pronta a offrire aiuto a Mrs. Tatcher sull’economia “non vorrei essere pagata, visto che ho il sussidio…Io lo so che cosa ci vuole, è semplicissimo: Giustizia”.

Passeranno 25 anni fra aiuti da parte di Bennett, dispensati all’apparenza quasi malvolentieri e turandosi il naso per i cattivi odori provenienti dal furgone e la riconoscenza di Miss S. che mantiene un aristocratico riserbo.

Quando Miss S. verrà trovata morta “sdraiata fra lenzuola candide poggiate sul cumulo di pattume di cui trabocca il furgone”, Bennett si troverà a riflettere sulle motivazioni per cui Miss S. aveva deciso di vivere così.

Con la speranza di trovare una spiegazione nella busta che Miss S. gli ha detto di cercare nel caso fosse morta, troverà una busta con scritto “Mr. Bennett, in caso di necessità” con dentro solo il nome di un uomo e un numero di telefono. “Avrei dovuto aspettarmi che anche in quell’estrema comunicazione Miss Shepherd fosse refrattaria a dire una parola più del dovuto”.

Rimarrà il vuoto che ogni rappresentante della razza umana lascia con la sua dipartita e la riflessione di Bennett su se “vivere così”, come viveva Miss S., fosse alla fine molto diverso da come “viviamo tutti”.

Un omaggio a chi non ha trovato, o voluto trovare, il suo posto in questo astruso mondo.

La signora del furgone

Alan Bennett

Adelphi Edizioni

Isbn 9888459158

 

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One Comment leave one →
  1. Nicoletta Maldini Libreria Trame permalink
    novembre 11, 2011 23:00

    Bennett è in effetti di rara efficacia e i suoi ritratti di anziani, vedi anche la regina Elisabetta II in La sovrana lettrice sono dolenti ed esilaranti allo stesso tempo

    lo hai già letto quello nuovo? due racconti piccanti, come al solito al vetriolo, sulle manie sociali e relazionali, una vedova di mezza età che si riscopre viva attraverso bizzarri incontri e una storia di ipocrisie familiari

    buona notte Katia!!!

    Nicoletta

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