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Recensione Ti lascio una storia da raccontare – rivista letteraria Il Convivio

febbraio 16, 2012

Silvia Aquilini Katia Brentani, Ti lascio una

storìa da raccontare – romanzo, (Ed. NuovaSl,

agosto 2011,pp.l42, euro 12,50)

 

Intrigante e profonda questa delicata storia, scritta a

quattro mani da due donne, due scrittrici altrettanto innamorate

della scrittura, che s’incontrano e sviluppano una vicenda

che si snoda in un continuo rimando fra passato e presente,

anzi due vicende, che scorrono su binari paralleli, con

protagoniste altre due donne, che casualmente s’incontrano e

comunicano a distanza di due secoli: la prima, Carolina, è

una nobildonna dell’Ottocento, bella, colta e sensibile, che

trascorre la sua piatta esistenza maritata ad un gentiluomo

più anziano e piuttosto limitato, e che avrà la ventura di

vivere una breve ed intensa storia d’amore con un fascinoso

viaggiatore, lo scrittore Henri Beyle, in arte Stendhal,

mentre la seconda, Gemma è una donna di oggi, una restauratrice,

immersa in una propria crisi esistenziale e sentimentale,

incaricata del restauro della tomba monumentale

di Carolina alla Certosa di Bologna. I1 procedere del restauro

diventerà il pretesto per una sorta di ponte ideale fra

passato e presente, dove l’antica passione s’innesta nel vissuto

attuale, e I’occasione, grazie anche alla lettura di un

carteggio privato, perché Gemma riesca a superare le sue

paure ed a fare luce in se stessa..

Non va tralasciato che il libro ha una terza protagonista:

Bologna, location delle due storie, città magnifica e

affascinante, colta e piena di vitalità, con i suoi portici, i

vicoli, i teatri, la Certosa, luoghi tutti dove il passato parla

e comunica intense suggestioni immutate ne1 tempo. Benché

la stesura sia stata effettuata  “in tandern” dalla Brentani

e dall’Aquilini, difficile individuare, al di là della simbiosi

d’intenti e di stili, i singoli contributi, fatto questo che

denota la unitarietà ed organicità del risultato. Il racconto

s’impone per 1a vivacità dei dialoghi, sempre correlati ai

personaggi, ai loro stati d’animo, alla loto condizione, per

la caratterizzazione sia delle figure in primo piano che di

quelle più marginali, per I’ambientazione, sia degli interni

che degli esterni, elementi tutti che danno al lettore la sensazione

di assistere attraverso una macchina da presa, grazie

anche al ricorso agli stacchi ed ai flashback. Una nòtazione

meritano, infine, le citazioni da autori ed opere celebri

di ieri e di oggi, riportate all’incipit dei vari capitoli, e

ad essi strettamente pertinenti, che vanno ad anticipare ed

impreziosire il racconto.

Maristella Dilettoso (Il Convivio)

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2 commenti leave one →
  1. Valerio permalink
    febbraio 17, 2012 15:53

    Recensione molto intrigante, sarò obbligato a comprare il libro.
    Valerio

  2. chiara permalink
    febbraio 17, 2012 21:45

    Veramente una bella recensione che ha colto il senso di tutta la storia! Complimenti Maristella!
    Ottima decisione Valerio, ti assicuro che non resterai deluso…..aspettiamo di leggere anche la tua recensione: buona lettura!
    Chiara

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