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Un’ultima stagione da esordienti – Cristiano Cavina

aprile 7, 2012

In un periodo in cui il calcio è diventato soldi, narcisismo, intrallazzi e ancora soldi, Cavina ci ricorda che può essere “altro”: cuore oltre l’ostacolo, scuola di vita, condivisione.

Io sono il microfono attraverso il quale certe voci e certe storie si salvano e non sprofondano. Questo libro è un atto d’amore verso le persone alle quali ho voluto e voglio bene”.

Cavina non bara, mantiene le promesse. Nel libro traspare tutto l’amore per la sua terra, la forza dell’amicizia e il credere in un “certo modo di vivere”.

Un romanzo con tracce dell’umorismo surreale di Benni, i buoni sentimenti di Guareschi e la verve guascona di Fellini (in salsa Cavina).

L’autore racconta un anno di campionato provinciale vissuta da una truppa di tredicenni, la squadra di calcio di Casola, di cui anche Cavina ha fatto parte, apostrofato dall’allenatore con dei secchi “Oh,Te”. Perché il nome, quello vero, lo usava solo il prete il giorno del battesimo.

Il lettore si affeziona, fin dalle prime pagine, a questo gruppo di ragazzini con soprannomi improbabili (ma veri) come Fattura, Donna Nuda, Piter Cammello. Prova simpatia per questi ”montanari” che, quando giocano in trasferta nella “Bassa” si sentono spaesati in quella “piattezza senza fine”.

“Non abituati a tutto quel cielo”

“A Casola il cielo era un fazzoletto blu appoggiato alla cima delle colline”.

Il lettore li segue curioso e partecipe, mentre danno calci al pallone sui campi di ghiaia, polvere e fango, dribblando conflitti familiari, pulsioni dell’età e “beghe” scolastiche. Accompagnati da un tifo scalmanato, dalle prediche dei frati, dai riti scaramantici per esorcizzare la paura, dalle chiacchiere da bar.

Nel cuore degli anni ’80 ascoltando gli Iron Maiden e gli Eagles  (colonna sonora dei giorni di partita).

“Peaceful easy feeling” scivolava fuori dalla cassa “Mi sento in pace, è tutto così tranquillo…”.

E’ da quando ho 18 anni che ho smesso di ascoltarlo. Un giorno la farò sentire ai miei figlio, e non voglio che si affatichi troppo”.

“Non deve perdere un grammo della magia che possedeva allora”.

Un libro che racconta la fatica di crescere e capire cos’è la vita, quando hai un’età in cui tutti evitano spiegazioni esaurienti sull’argomento.

Libro consigliato da un’emiliana nata in città (Cavina non me ne vorrà), ma che ha trascorso le estati della sua infanzia e adolescenza in un minuscolo paese dell’Appennino Bolognese.

Un’ultima stagione da esordienti

Cristiano Cavina

Marcos y Marcos Edizioni

Isbn 97888716861165

 

 

 

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