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Recensione Volevo solo chiuderle gli occhi (Albus Edizioni)

dicembre 12, 2012

Katia Brentani – Volevo solo chiuderle gli occhi – Albus Edizioni, 2012. Pagg. 206, € 12,00.

Di Katia Brentani c’era nota da qualche tempo la sua bravura narrativa ma, in questo romanzo, l’autrice bolognese ha fornito prova di superare se stessa.

Un giallo avvincente e moderno dove gli avvenimenti e i personaggi, con risvolti sociali o individuali, positivi e negativi, sono collocati in una trama che ci accompagna piacevolmente attraverso i cinquantuno capitoli e l’epilogo. Piacevolmente perché, quantunque la vicenda ambientata proprio a Bologna (nido di Katia) tratta di crimini, la dialettica originale e appropriata rende la lettura accattivante, anche se si estromettesse la curiosità di conoscere l’assassino e il relativo movente. Dice Leonardo Sciascia.”Per quanto amare, dolorose, angoscianti siano le cose di cui si scrive, lo scrivere è sempre gioia, sempre “stato di grazia”. O si è cattivi scrittori”. E lo stato di grazia, sempre presente in ogni pagina di Volevo solo chiuderle gli occhi, appagail lettore e conferma la professionalità dell’Autrice. 

Brentani, con uno specchietto riportato nel testo, spontaneo o “donato”, facilita la lettura nel rammentare i nomi e i ruoli di una pletora di dipendenti che operano nello studio Marini. Siano essi avvocati, segretarie eccetera. Adolfo Marini è il capo. Giulia, sua figlia, viziata, prepotente, persecutoria… è ritrovata assassinata nel suo ufficio. S’insinuano sospetti reciproci per il crimine efferato al quale, più avanti, se ne somma un altro altrettanto brutale. Colpisce la pietà di tutti verso l’assassinata, nonostante che la medesima, in vita, rendeva l’esistenza difficile a tutti. Il figlio stesso, troppe volte osteggiato e schernito dalla stessa madre, ha preferito allontanarsi da lei andando a convivere all’estero con un amico, per respirare un’aria non ostile alla sua condizione di omosessuale.

Indaga il commissario Volpi (al quale non mancano problemi familiari), pressato dal tempo che scorre veloce, alla spasmodica ricerca del o dei colpevoli. Un vero rompicapo perché i due crimini presentano caratteristiche simili. A entrambi le vittime sono state cucite la bocca e gli occhi. Si presuppone, tra le varie ipotesi, che si tratti di un serial killer oppure di qualcuno che finge di esserlo solo per sviare le indagini. Un qualcuno che magari ha reagito in modo vendicativo per le sevizie psicologiche che Giulia Marini aveva voluto e saputo infliggere?

Finale con i tasselli che il commissario riesce a far combaciare in un movente da logica scellerata!

La lettura di questo romanzo, oltre ogni altra cosa, mi ha permesso di tuffarmi in un piacevole passato di trent’anni fa, quando per missione di lavoro, soggiornai per un inverno nell’accogliente e bella Bologna. Mi sono trovato a rivedere quelle strade, i portici caratteristici, le piazze, i monumenti, la gente, i profumi, le emozioni… Grazie anche per questo, Katia!

        Enzo Cavaricci

 

 

 

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2 commenti leave one →
  1. pierangela luppi permalink
    dicembre 15, 2012 19:55

    Brava Karia.

  2. pierangela luppi permalink
    dicembre 15, 2012 19:56

    volevo scrivere … Brava Katia… a presto !!

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