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Matilda con la “A” – Cecilia Mazzeo

maggio 12, 2013

Il destino mescola le carte della vita e capita che nel mazzo si peschi  un quartiere di Bologna (Costa-Saragozza), un gruppo di donne di età, estrazione e idee diverse arse dalla stessa passione: la scrittura.

Accade di scherzare e riflettere sulle alchimie della vita in un luogo suggestivo come la Biblioteca delle Donne per la presentazione di “Matilda con la “A”” opera prima di Cecilia Mazzeo, autrice bolognese (quartiere Costa-Saragozza) che, come è scritto nel risvolto copertina del libro “è nata a Bologna, città adorata in cui vive da sempre”.

Dialoga con l’autrice Maria Silvia Avanzato, autrice anche lei. Il suo ultimo romanzo, fresco di stampa, è “Crune d’aghi per cammelli” (Fazi Editore). Indovinate dove abita? Quartiere Costa-Saragozza. Quartiere dove vive Matilda, Matilda con la “A”, la protagonista alter ego del romanzo di Cecilia Mazzeo.

Un bel tipetto Matilda con la “A”. Frequenta il liceo magistrale Laura Bassi, porta il cerchietto, gli occhiali e ha un linguaggio molto forbito.

Maria Silvia Avanzato: “Matilda ama parlare con i malati di mente, i clochard, i diversi. Perché avvicinarsi a certe realtà già da bambina?

Cecilia Mazzeo: “Matilda studia gli ultimi, ha sempre visto in loro una grande ricchezza. Il difficile è superare le paure, abbattere le barriere. Elaborare la paura e trasformarla in incontro. Porta il cerchietto, non spicca, poi diventa bellissima. La bellezza le cade addosso  come un macigno. Matilda ha la possibilità di fare scatti per una rivista di moda. Decide di mettersi alla prova, per avere conferme di un certo tipo, ma si sente spaesata. Non è facile essere belli. Sembra che non si possa cambiare”.

Bellezza difficile da gestire anche nei rapporti con i ragazzi. Matilda vorrebbe “prendere il cuore”, loro, i ragazzi, hanno idee pratiche e guardano al sodo.

Maria Silvia Avanzato: “Nel libro si parla di una malattia invalidante: l’endometriosi, che colpisce l’utero. Malattia di cui soffri.  Io non sono una ginecologa e non posso parlarne con competenza. I nostri organi continuano a funzionare con l’età, l’utero no. Rapporto con la malattia?

Cecilia Mazzeo: “L’endometriosi non si vede, è subdola, nascosta. Se hai un aspetto sorridente, tu non stai male e non sei creduta quando dici che soffri. L’endometriosi è uno tato infiammatorio cronico che può portare alla sterilità. Devi fare i figli presto, se vuoi realizzare il sogno di diventare madre. La malattia condiziona la vita e le scelte di Matilda, ma riesce a fare di una terribile ferita una feritoia”.

Maria Silvia Avanzato: “C’è molto di te in “Matilda con la “A””: la tua città, il tuo quartiere, la tua malattia, la tua scuola, l’amore. Un libro autobiografico. Il prossimo romanzo?”

Cecilia Mazzeo: “ Nel prossimo romano, che sto scrivendo, c’è ancora Bologna, ma in maniera più distaccata”.

Matilda con la “A” è un libro dove ogni donna può ritrovarsi e ogni uomo comprendere un po’ di più dell’altra metà del cielo.

Per me un libro dove ho ritrovato molto di me: stessa città e (un altro segno del destino?) stesso quartiere (Costa-Saragozza).

Matilda con la “A”

Cecilia Mazzeo

Cicogna Editore

Isbn 9788897481089

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