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Recensione “Volevo solo chiuderle gli occhi” (Albus Edizioni) – Monica Florio (Literary)

giugno 17, 2013
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Volevo solo chiuderle gli occhi

 

Copertina Volevo solo chiuderle gli occhi

Le piccole case editrici crescono. È il caso della napoletana Albus Edizioni che ha

pubblicato il nuovo libro di Katia Brentani, il giallo Volevo solo chiuderle gli occhi.

 

Complice l’attento editing di Gina Sfera, il romanzo della scrittrice bolognese non delude le aspettative, rivelandosi un solido prodotto di genere in cui l’attenzione alle dinamiche psicologiche non è a detrimento del ritmo e dell’azione.

 

La Brentani ambienta nella sua città natale la vicenda incentrata sull’efferato omicidio di

una nota avvocatessa – a cui sono stati cuciti gli occhi e la bocca – che dà del filo da torcere al Commissario Volpi e alla sua squadra.

 

A moltiplicare il numero dei sospettati è il fatto che la vittima fosse una donna affascinante quanto dispotica, detestata dai colleghi e poco amata dagli stessi familiari, eccetto il potente padre, l’avvocato Marini, titolare dello studio presso cui lavorava.

 

L’omicidio di una sua collaboratrice, avvenuto secondo le stesse modalità, farebbe pensare a un serial-killer ma l’acuto Volpi non si lascia abbindolare da quella che ritiene sia un’abile messa in scena…

 

Efficace il  ritratto dell’ambiente legale dove l’immagine, di cui è simbolo il giudice Soprusi, conta più delle competenze professionali. Al culto della bellezza e del denaro sono particolarmente sensibili i personaggi femminili del libro, uno stuolo di praticanti e segretarie desiderose solo di impalmare il bello di turno.

Decisamente più gradevoli le figure maschili, un miscuglio di praticità e insicurezza, come l’avvocato Salvini, il tormentato Rocco Matteo e lo stesso Commissario Volpi, non più giovanissimo e per giunta reduce da una separazione.atto dell’ambiente legale dove l’immagine, di cui è simbolo il giudice Soprusi, conta più delle competenze professionali. Al culto della bellezza e del denaro sono particolarmente sensibili i personaggi femminili del libro, uno stuolo di praticanti e segretarie desiderose solo di impalmare il bello di turno.

 

 

Abile nel costruire l’intreccio e nel tenere viva la curiosità del lettore, la Brentani si conferma un’autrice duttile – ne sono la conferma i numerosi volumi di cucina pubblicati per la Damster Edizioni – e in continua evoluzione.

 

In copertina spicca una bella illustrazione di Tiziana Giangrande.

Monica Florio (Literary http://www.literary.it)

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