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Presentazione del libro “Accordi minori” di Grazia Verasani

settembre 12, 2013

 

Presentazione del libro “Accordi minori” (Gallucci Editore) di Grazia Verasani alla Libreria Coop  Ambasciatori via Orefici n. 19 a Bologna, nell’ambito della rassegna “Stasera parlo io”. Dialoga con la scrittrice Giampiero Rigosi.

Rigosi: “Libro che parla di musicisti legati da una morte tragica o una vita infelice. Libro musicale con un ritmo che cambia da racconto a racconto Questi personaggi sono scesi nel territorio del diavolo e tu li ha seguiti?”

Verasani: (ride) “Questo libro raccoglie racconti in forma di monologo di musicisti non solo di rock, ho cercato di tracciare una linea di generi diversi. Tutti hanno un accordo minore esistenziale e un comune denominatore: una vita spesa nella propria vocazione. Non sono riusciti a vivere veramente, la loro arte è stata una minaccia per loro. Alcuni si sono suicidati, altri hanno fatto uso smodato di droghe ed alcool. Volevo che si sentisse la fatica di vivere, quando lo show business ti fa avere successo, ma ti deruba della normalità. Ho cercato di entrare nelle anime di questi artisti, di raccontare il loro disagio, la loro angoscia”.

Rigosi: “Ci racconti il disagio di questi personaggi che hanno vissuto il successo come un peso enorme. Quasi sempre alla base c’è un  danno subito, un disagio che si trascina dall’infanzia. Credi che si tratti di una fragilità di fondo che trova espressione attraverso l’arte, in questo caso la musica?”.

Verasani: “Non credo che la felicità possa produrre delle opere profonde. La musica è simile alla poesia. Quando scavi nelle biografie di questi personaggi e ascolti la loro musica ti rendi conto che un danno c’è stato. Trovarsi proiettati in una dimensione dove sei tirato da tutte le parti, dove il pubblico non ama te, ma la tua immagine non è facile. C’è una sorta di frattura fra quello che sei e appari”.

Rigosi: “Gli scrittori scrivono un certo tipo di storie, scendono nel territorio del diavolo. C’è un filo roso fra “Accordi minori” e i tuoi noir. Penso che tu sia incline agli “accordi minori”. Baratteresti la tua sensibilità artistica con la felicità?”.

Verasani: “Non è così semplice essere diversi. Le persone che creano credo che siano attraversate da qualcosa che non si può evitare. Tutti abbiamo voglia di lasciare un segno: un figlio, un lavoro che ci soddisfa. Un artista lascia un libro, un disco, un quadro. Difficilmente si riesce a fare arte, la vera arte  e una vita “normale”. Per le donne è ancora più difficile conciliare l’arte con il ruolo di madre e moglie.

Non si può scegliere, credo che sia qualcosa più grande di te, non ci si può fare niente”.

Come scrive Grazia Verasani in “Accordi minori” “L’infelicità, sai, è un gioco per professionisti, e ha regole precise. La prima è barare”.

Alcune foto.

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