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Recensione Messaggio in bottiglia (Albus Edizioni)

marzo 28, 2014

di Fosca Andraghetti – pubblicata su Literary

http://www.literary.it/dati/literary/a/andraghetti/messaggio_in_bottiglia.html

Copertina Messaggio in bottiglia - Katia Brentani (2)Le bottiglie contenenti messaggi di solito si trovano in mare ed è questa è la prima impressione che si percepisce dalla copertina di “Messaggio in bottiglia” l’ultimo romanzo dell’autrice bolognese Katia Brentani. Una copertina potente e dai colori forti che mostra, all’orizzonte, acqua limpida sfrangiata di riflessi dorati. Acqua che annerisce a riva andando a lambire una bottiglia dominata da strisce di colori: dorato e rosso sangue sparso a schizzi intorno.
Quella di cui parla l’autrice, molto più inquietante, è invece una bottiglia di coca, chiusa da un tappo di sughero e impigliata tra i sassi del fiume Reno; la trova Nello, un ex partigiano che dedica gran parte del suo tempo libero alla pesca nel fiume. I suoi pensieri sono leggeri, è sera, scorge l’oggetto ma non ne distingue il contenuto con chiarezza. Immagina si tratti di un gioco di bambini. Sorride, un sorriso che si trasforma in una smorfia di orrore appena riesce a distinguere meglio ciò che la bottiglia del fiume racchiude.
L’autrice, mantiene “il riserbo” sulla scoperta, introduce prima la figura del commissario Volpi che condurrà le indagini mescolando la vita pubblica alla sua privata piuttosto altalenante: un matrimonio che definisce in stand-by, un figlia deliziosa, la possibilità di amore più soddisfacente.
L’azione si svolge tra Casalecchio di Reno, Bologna e altri paesi limitrofi; scenari contrastanti, una umanità sparsa tra diverse classi sociali, sofferenza, sogni e illusioni. Ma comprensiva anche di per-sonaggi come Nello che conosce bene il “suo fiume” ed esclude che la bottiglia, contenente un dito mozzato, possa essere arrivata lì da Porretta: “Non si può escludere – rispose – anche se lo trovo im-probabile, troppi ostacoli, se dovessi fare una previsione direi sotto la diga di Vergato, da lì in poi, anche se il tragitto è lungo.”
Una storia ricca di personaggi che si incontrano, si sfiorano e le cui vite si intrecciano su palcoscenici che a loro volta si incrociano nella quotidianità delle vite di paese, nel loro rapportarsi gli uni con gli altri.
Pubblico e privato procedono in parallelo attraverso un dialogo continuo dove i nomi dei personaggi finiscono per essere, in ogni momento della loro comparsa, sempre in primo piano; i loro nomi sono ripetuti o ripresi nella stessa frase quasi l’autrice volesse dare la medesima importanza, la stessa ri-levanza ad ognuno di loro, protagonisti con i loro ruoli grandi o piccoli che siano. Sono tasselli, pic-cole pietre che tutte insieme formano un mosaico, in questo caso tutti insieme formano la storia di questo libro. Su tutto e su tutti, spicca comunque il Commissario Volpi, eternamente diviso tra do-vere, famiglia e quello che potrebbe andare oltre all’idea di una avventura fatta, però, di ciò che vor-rebbe dalla moglie e che invece non ha. E a proposito di questo Commissario, affascina una sua re-miniscenza mentre guarda un cielo stellato e la via Lattea. È la storia di Cassiopea, la leggendaria regina di Etiopia con la sua presuntuosa vanità che la portò, per opera degli dei, a dovere subire una punizione durissima. Una “divagazione” che, assieme alla storia del fiume e a strofe di cantautori bolognesi, regala momenti di quiete a questa storia complessa e avvincente nel suo percorso.
Katia Brentani conduce il racconto da regista attenta, che cura ogni dettaglio svelando poco per vol-ta i misteri che appaiono quasi sempre come situazioni normali legate agli stessi.
La capacità dell’autrice sta anche in questo: l’anticipazione di un dettaglio poi ripreso, a tempo op-portuno, nel corso delle indagini.

Fosca Andraghetti

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