Presentazione di “Volevo solo chiuderle gli occhi” (Albus Edizioni) a Libriamo – rassegna di proposte letterarie
Serata interessante e piacevole quella trascorsa alla Biblioteca di Calderara di Reno (Bo) dove io e Lorena Lusetti abbiamo presentato i nostri romanzi nell’ambito della rassegna “Libriamo – Il giallo e il nero si tingono di rosa”.
Un grazie a Manuela Testoni, responsabile della Biblioteca di Calderara di Reno e a tutte le persone presenti.
Alcune foto.
Il rivoluzionario – Valerio Varesi
Il rivoluzionario – Valerio Varesi
Presentazione del libro di Valerio Varesi “Il rivoluzionario” (Frassinelli Edizioni) alla Libreria Coop Ambasciatori via Orefici 19 – Bologna. Dialogano con l’autore il giornalista Michele Smargiassi e il critico letterario Alberto Bertoni.
L’incontro inizia con Smargiassi che presenta Valerio Varesi e parla del suo libro “Il rivoluzionario”.
“La rivoluzione vista attraverso gli occhi di un giusto, Oscari Montuschi il protagonista del tuo libro. Crede nella rivoluzione per 40 anni. Oscar vive a Bologna ed è sposato con Italina, donna saggia e disincantata: “ Il fatto è che esistono solo rivoluzioni di pancia, e non di idee. Le rivoluzioni sono figlie della fame e delle botte. Quand’ è così, allora tornano buoni gli ideali”.
Oscar, partigiano, comunista, disciplinato e granitico. Accetta le decisioni del partito comunista anche quando non le condivide appieno per fedeltà al partito e giustifica la politica che “deve fare i conti con la storia”. Ne soffre però. Resiste con i suoi ideali e pensa “rifacciamo la società capitalista rivoluzionandola dal di dentro”. Il rivoluzionario è un romanzo senza catarsi e senza catastrofe. Oscar è un antieroe e sua moglie Italina riesce a trovare le parole per spiegare rivoluzioni mancate a vent’anni in ogni epoca. “Non ci siamo illusi è la vita che è stata troppo breve”.
Smargiassi passa la parola a Bertoni:
“Il rivoluzionario” è un’opera mondo Inizia alla fine del 1945 e arriva fino agli anni Ottanta con la strage alla stazione di Bologna
Dalla sua esperienza di giallista Valerio Varesi ha fatto tesoro della scioltezza, della tensione e della capacità di passare da un luogo a un altro”.
Prende la parola Valerio Varesi:
“Parto da oggi, da questo buco nero per capire chi ha ucciso la speranza. Serve un lavoro a ritroso nel tempo. Con la morte delle ideologie, muoiono le idee. Al centro della nostra vita non c’è più la politica, l’uomo, gli ideali, ma il mercato, la finanza.
“Il rivoluzionario” non è un saggio, ma un romanzo. Per la documentazione e cronologia della storia mi ha aiutato Antonio Ferri, storico di Bologna.
Questo libro non racconta la visione di un periodo storico da parte degli italiani, ma è la visione della realtà vista da un comunista granitico.
Varesi chiude l’incontro con una frase della moglie di Oscar Montuschi, la saggia e disincantata Italina: “Noi non ci saremo, ma avremo conservato il fuoco”.
Il rivoluzionario
Valerio Varesi
Frassinelli Edizioni
Isbn 978882005312
Matilda con la “A” – Cecilia Mazzeo
Il destino mescola le carte della vita e capita che nel mazzo si peschi un quartiere di Bologna (Costa-Saragozza), un gruppo di donne di età, estrazione e idee diverse arse dalla stessa passione: la scrittura.
Accade di scherzare e riflettere sulle alchimie della vita in un luogo suggestivo come la Biblioteca delle Donne per la presentazione di “Matilda con la “A”” opera prima di Cecilia Mazzeo, autrice bolognese (quartiere Costa-Saragozza) che, come è scritto nel risvolto copertina del libro “è nata a Bologna, città adorata in cui vive da sempre”.
Dialoga con l’autrice Maria Silvia Avanzato, autrice anche lei. Il suo ultimo romanzo, fresco di stampa, è “Crune d’aghi per cammelli” (Fazi Editore). Indovinate dove abita? Quartiere Costa-Saragozza. Quartiere dove vive Matilda, Matilda con la “A”, la protagonista alter ego del romanzo di Cecilia Mazzeo.
Un bel tipetto Matilda con la “A”. Frequenta il liceo magistrale Laura Bassi, porta il cerchietto, gli occhiali e ha un linguaggio molto forbito.
Maria Silvia Avanzato: “Matilda ama parlare con i malati di mente, i clochard, i diversi. Perché avvicinarsi a certe realtà già da bambina?
Cecilia Mazzeo: “Matilda studia gli ultimi, ha sempre visto in loro una grande ricchezza. Il difficile è superare le paure, abbattere le barriere. Elaborare la paura e trasformarla in incontro. Porta il cerchietto, non spicca, poi diventa bellissima. La bellezza le cade addosso come un macigno. Matilda ha la possibilità di fare scatti per una rivista di moda. Decide di mettersi alla prova, per avere conferme di un certo tipo, ma si sente spaesata. Non è facile essere belli. Sembra che non si possa cambiare”.
Bellezza difficile da gestire anche nei rapporti con i ragazzi. Matilda vorrebbe “prendere il cuore”, loro, i ragazzi, hanno idee pratiche e guardano al sodo.
Maria Silvia Avanzato: “Nel libro si parla di una malattia invalidante: l’endometriosi, che colpisce l’utero. Malattia di cui soffri. Io non sono una ginecologa e non posso parlarne con competenza. I nostri organi continuano a funzionare con l’età, l’utero no. Rapporto con la malattia?
Cecilia Mazzeo: “L’endometriosi non si vede, è subdola, nascosta. Se hai un aspetto sorridente, tu non stai male e non sei creduta quando dici che soffri. L’endometriosi è uno tato infiammatorio cronico che può portare alla sterilità. Devi fare i figli presto, se vuoi realizzare il sogno di diventare madre. La malattia condiziona la vita e le scelte di Matilda, ma riesce a fare di una terribile ferita una feritoia”.
Maria Silvia Avanzato: “C’è molto di te in “Matilda con la “A””: la tua città, il tuo quartiere, la tua malattia, la tua scuola, l’amore. Un libro autobiografico. Il prossimo romanzo?”
Cecilia Mazzeo: “ Nel prossimo romano, che sto scrivendo, c’è ancora Bologna, ma in maniera più distaccata”.
Matilda con la “A” è un libro dove ogni donna può ritrovarsi e ogni uomo comprendere un po’ di più dell’altra metà del cielo.
Per me un libro dove ho ritrovato molto di me: stessa città e (un altro segno del destino?) stesso quartiere (Costa-Saragozza).
Matilda con la “A”
Cecilia Mazzeo
Cicogna Editore
Isbn 9788897481089
Recensione a “Ricette fatali” su The Food Books
La bella recensione a “Ricette fatali” (I Quaderni del Loggione – Damster Edizioni) dell’amica Sara Monti, apparsa sul suo blog http://thefoodbooks.blogspot.it/2013/05/ricette-fatali.html
“Stanotte mi sono proprio divertita a leggere
l’ultima fatica di Katia Brentani, amica che
stimo molto per la sua spontaneità e il talento.
Il libro”Ricette fatali-Donne velenose in cucina-
Storie, tecniche e ricette”fa parte della collana
“I quaderni del Loggione” edito da Damster
Edizioni. Katia ha creato un libro davvero
unico dove si ripercorrono le curiosità storiche
di famose avvelenatrici. Partendo dai greci e
dai romani fino ad arrivare a tempi più vicini
queste donne erano pagate per preparare
pozioni velenose per uccidere mariti, amanti,
rivali in amore o persone scomode in genere.
Queste megere erano in grado di fabbricare o
procurarsi pozioni velenose inodori e incolori e
difficilmente rintracciabili con esami medici più
approfonditi. Sono state quasi tutte smascherate,
solo dopo tanti anni di onorato servizio e dopo
aver causato centinaia di avvelenamenti.
Gli avvelenati raggiungevano morte certa e
nessuno sospettava nulla perchè sembravano morti
naturali.
Il libro è pieno di ricette, ma non per avvelenare
qualcuno. Gli ingredienti sono freschi e genuini.
Katia credo si sia divertita moltissimo a creare ricette
prendendo spunto dalla storia e dalle abitudini delle
avvelenatrici. L’autrice ha fatto un grande lavoro di
ricerca, arricchendo il libro di citazioni e fonti
storiche più che attendibili. Quando cuciniamo
ci sentiamo tutte un pò maghe perchè con gli
ingredienti, gli utensili e le mosse giusti possiamo
creare una magia. Trasformare qualcosa in qualcosa
d’altro è già un miracolo bellissimo. Le donne, le
mamme nutrono, danno la vita. Altre donne le
protagoniste di questo libro usano il loro sapere
per uccidere con sostanze “diaboliche” a scopo
di lucro. Sia chiaro le ricette del libro sono totalmente
innocue, l’unico rischio è fare un’ indigestione perché
il risultato delle ricette è da leccarsi i baffi!
Brava Katia !”
Sara Monti (http://thefoodbooks.blogspot.it)
Reno News – Settimanale d’informazione
Reno News per sapere tutto, ma proprio tutto sull’Appennino Bolognese. Questa settimana intervista a Grazia Verasani (“Il mio Appennino”) e le mie rubriche “Tra pentole e fornelli” (Il frutto proibito) e “Leggiamo libri” (Il maggio dei libri).




























